Focus NCAA

Il Ballo Finale

Lettura 4 Minuti

Ci siamo, il Torneo NCAA è giunto al suo epilogo; stanotte, a Indianapolis, prenderanno il via le Final Four, un evento che negli Stati Uniti monopolizza l’attenzione di tutti, non solo degli appassionati. Il legame con l’alma mater, ovvero l’università nella quale si è studiato, ci si è divertiti, si è costruita la prossima vita di milioni di americani, è qualcosa di indissolubile e si materializza ogni anno nel tifo per la squadra di basket quando è inviata alla “Big Dance”.

Quest’anno gli ex alunni più felici sono quelli di Baylor, Houston, UCLA e Gonzaga. Una composizione eterogenea, che mette assieme la più vincente di sempre (UCLA, 11 titoli), la favorita per il titolo (Gonzaga) e due texane che, per motivi diversi, si presentano molto ambiziose.

Scopriamo le quattro finaliste e i protagonisti più attesi.


BAYLOR

Dopo 71 anni i Bears sono finalmente tornati alle Final Four, e si presentano con l’aspirazione di tagliare l’ultima retina. Forti di una sicurezza che affonda le radici nell’eccellente stagione scorsa (quella fermata dal Covid poco prima della March Madness), confermata nell’inizio folgorante di quella che si sta concludendo (partenza con 18 vittorie consecutive), Baylor ha disputato un Torneo molto convincente, non soffrendo minimamente neanche con Villanova e Arkansas.
Il punto di forza di coach Scott Drew è il backcourt composto da tre giocatori di assoluto livello: Jared Butler, Davion Mitchell e MaCio Teague. Se Butler è il più reclamizzato (All American già lo scorso anno, aveva anche flirtato con la NBA), Mitchell è l’uomo chiave per come riesce a mettere in ritmo i compagni, senza per questo disdegnare la soluzione personale. Teague infine sfrutta le attenzioni riservate ai compagni per segnare dalla distanza con il morbido jumper.

Grazie al loro magnifico trio, i Bears sono una delle squadre offensivamente più brillanti, che predilige i ritmi altri e il tiro da tre punti. Per riuscire nell’impresa di conquistare il Titolo NCAA però, sarà molto strumentale l’apporto sotto le plance dell’atipico Mark Vital e della coppia Flo Thamba–Jonathan Tchamwa Tchatchoua, soprattutto nella probabile finale contro Gonzaga.

Mitchell e Jarreau festeggiano l’ingresso alle Final Four: chi avanzerà in Finale?

HOUSTON

Il percorso verso la “Terra Promessa” è stato più accidentato del previsto. I Cougars hanno faticato sia con Rutgers che nella sfida contro la sorprendente Oregon State, l’ultimo ostacolo prima delle Final Four. Decisivi, in entrambi i casi, l’eccellente difesa e i canestri cruciali della stella Quentin Grimes, il “figliol prodigo” tornato a casa dopo la deludente esperienza a Kansas.

Houston è una squadra fisica, intensa, aggressiva sotto i tabelloni, fondata sulla difesa organizzata alla perfezione da coach Kelvin Sampson. Il fulcro di tale difesa è DeJon Jarreau, l’ecclettico play di quasi due metri che ha eclissato Buddy Boeheim (il tiratore di Syracuse) e, soprattutto, Ethan Thompson, l’anima dei Beavers (3/12 al tiro).
Una filosofia diametralmente opposta a quella degli ultimi Cougars capaci di arrivare alle Final Four nel 1984 (anche nel 1982 e nel 1983), quelli di Akeem Olajuwon, Clyde Drexler e della spettacolare confraternita “Phi Slama Jama”.

Per entrare definitivamente nella storia dell’ateneo, e vincere quel titolo che neanche “The Dream” e “The Glide” sono riusciti a portare a casa, dovranno innanzitutto battere Baylor nel sentito derby texano.


UCLA

Anche a Westwood si festeggia il ritorno alle Final Four, un risultato davvero insperato solo poche settimane fa. Benché siano accreditati del record peggiore e abbiano iniziato la loro cavalcata dalle “First Four” (il turno preliminare al Torneo vero e proprio), è davvero difficile etichettare come “Cinderella” un college come UCLA, l’ateneo più vincente nella storia del College Basket (11 titoli), la cui maglia è stata indossata da Lew Alcindor, Bill Walton, Jamal Wilkes, Marques Johnson, Reggie Miller e, ultimamente, Russell Westbrook e Kevin Love.

Coach Mike Cronin ha costruito una squadra solida, difensiva e molto attenta nel controllare il ritmo partita. Poi c’è Johnny Juzang, lo swingman tornato nella natia Los Angeles dopo la deludente permanenza a Kentucky, a cui Cronin concede più di una libertà offensiva. Nel Torneo ha finalmente mostrato ciò di cui è capace, soprattutto nella partita contro Michigan, quella che è valsa la qualificazione alle Final Four: 28 punti (sui 51 dei Bruins), non arrendendosi neanche di fronte alla distorsione alla caviglia patita all’inizio del secondo tempo.
Da non sottovalutare lo spirito di Jaime Jaquez Jr, Tyger Campbell e gli altri Bruins, una squadra capace di non affondare di fronte a una vittoria che sembrava svanita, quella riacciuffata all’overtime con Alabama.

Juzang e Suggs, i duellanti della sfida tra UCLA e Gonzaga

GONZAGA

Se UCLA è la tradizione, Gonzaga è la squadra che tutti aspettavano, la favorita per quel titolo che è sfuggito più di una volta in questi anni. Gli Zags vogliono colmare questa lacuna, completando il percorso che ha già visto Gonzaga passare dall’essere un piccolo college del Nord-Ovest al diventare una “powerhouse”. Con il taglio della retina potrebbero entrare definitivamente nella nobiltà della NCAA e proporsi come la prossima dinastia del basket universitario.

Coach Mark Few può contare su un roster che non ha eguali nel panorama collegiale. Jalen Suggs è il talento principale, un atleta in grado di spezzare le partite in campo aperto, di creare per sé e per gli altri. Dopo un inizio folgorante, si è calato perfettamente nel gioco corale degli Zags, senza perdere assolutamente di efficacia.
Al suo fianco, sul perimetro, troviamo il creativo Andrew Nembhard, il tiratore Corey Kispert e il duttile Joel Ayayi, mentre l’efficacissimo Drew Timme opera vicino a canestro.

In stagione vantano un record immacolato (un eloquente 30-0) e nel Torneo hanno vinto agevolmente ogni incontro, infliggendo un margine di 24 punti di media agli avversari. Uno scarto che fa tornare in mente la UNLV di coach Jerry Tarkanian, Larry Johnson e gli altri “Ribelli”.
Sembra davvero tutto pronto per la festa dei Bulldogs (questo il loro nickname ufficiale).



Non resta che sbilanciarci con i pronostici.
La ragione farebbe propendere per la scontata vittoria di Gonzaga su Baylor, ma attenzione a sottovalutare la pressione di una manifestazione come le Final Four. Allora proviamo a scommettere sui Cougars e sulla loro difesa nella partita con Baylor. Dopo, però, la ragione ci riporta dagli Zags e al loro primo titolo.

Articoli collegati
Focus NBA

Houston Rockets, sguardo al futuro con ottimismo

Lettura 3 Minuti
La stagione 2020-21 sarà da dimenticare per i fan degli Houston Rockets: dopo annate posizionati stabilmente nella griglia dei playoff, ora si…
Focus NBA

Per chi suona la campana

Lettura 3 Minuti
“Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che…
Focus NBA

L'importanza di chiamarsi Joe Ingles

Lettura 4 Minuti
Sul fatto che l’Australia sia un paese meraviglioso penso ci siano pochi dubbi, sul fatto che gli australiani sappiano giocare a pallacanestro…