NBA Recap

Antetokounmpo doma i Nets, i Lakers cadono anche con Toronto

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Vediamo insieme gli eventi principali della notte NBA: dal big match vinto dai Bucks al successo dei Raptors sui Lakers, passando per la sconfitta casalinga dei Celtics. In chiusura un paio di note a margine.


Super Giannis vince il duello con Durant

Domenica sera italiana che avrà sicuramente messo molti appassionati davanti alla televisione, visto che alle 21:30 andava in scena il big match della Eastern Conference tra i Milwaukee Bucks ei Brooklyn Nets. Una partita caratterizzata da grande intensità, tanto da ricordare lontanamente una partita dei playoff, e che ha visto uno straordinario duello tra due MVP della stagione regolare: Giannis Antetokounmpo e Kevin Durant.
Vittoria che alla fine è andata ai Bucks dopo 48′ molto combattuti. Brooklyn prova a prendere il largo nel primo periodo, ma un calo nella seconda frazione porta gli uomini di Steve Nash ad inseguire sul -3 all’intervallo lungo. Nella ripresa è Giannis vs Durant show (nella terza frazione il primo realizza 18 dei 28 punti di squadra, mentre il secondo 13 dei 31), con le due squadre che arrivano all’alba dell’ultimo quarto sul 90-90. Nel finale di partita è Milwaukee a prendere in mano la situazione, provando a sfruttare qualche errore di troppo da parte degli avversari per allungare un paio di volte sul +7: i Nets provano a reagire e arrivano sul -3 palla in mano a 40″ dalla fine, Durant sbaglia dall’arco (probabilmente sarebbe stato più saggio cercare due punti veloci), Middleton non punisce e infine è ancora KD a fallire il tiro del pareggio a 3″ dalla conclusione.

Finisce quindi 117-114 per i Cervi, che rafforzano la propria terza posizione ad Est trascinati da una super prestazione di Giannis Antetokounmpo: 49 punti (massimo segnato in questa stagione da un qualsiasi giocatore contro i Nets), 8 rimbalzi, 4 assist, 3 stoppate, 21/36 dal campo, 4/8 dall’arco. Il greco due volte MVP viene spalleggiato ottimamente sia da Khris Middleton (26 punti, 11 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate, 11/21 al tiro) e Jrue Holiday (18 punti, 5 rimbalzi, 4 assist, 7/16 al tiro).
Ai newyorkesi non bastano invece i 42 punti (16/33 dal campo, 7/13 dall’arco) e i 10 rimbalzi di Kevin Durant (primo giocatore dei Nets dal 2005 a realizzare 40+ punti in due partite consecutive – ne aveva realizzati 42 contro i Pacers giovedì), al quale si uniscono un Kyrie Irving altalenante (20 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate, 8/21 al tiro) e un intraprendente Landry Shamet in uscita dalla panchina (17 punti, 3 rimbalzi, 2 assist, 5/9 dal campo, 4/7 dall’arco).


Tatum questa volta non salva Boston

Lo scorso venerdì una storica prestazione di Jayson Tatum aveva permesso ai Celtics di salvare la pelle contro i San Antonio Spurs, recuperando da un critico -32. Nella notte però il giovane talento dei biancoverdi non basta, con Boston che lascia passare sul proprio campo i Portland Trail Blazers. Match che, esattamente come quello analizzato nel paragrafo precedente, è stato molto combattuto: dal 71-71 dell’intervallo lungo a prendere in mano l’iniziativa sono i Blazers, che a più riprese tentano di seminare i propri avversari; Boston però non molla e rimane sempre aggrappata alla partita, lasciando al massimo nove lunghezze di vantaggio a Lillard e soci. I padroni di casa rientrano sul -2 a 80″ dalla conclusione, ma la tripla di Anthony e la rubata di Nurkic che conduce Powell ad un comodo layup in contropiede mettono di fatto la parola fine alla partita.

Cletics che nell’ultimo periodo perdono per espulsione Smart a causa di un fallo “duro” (in zona sensibile) su Nurkic, con Brown che invece dovrebbe aver riaggravato il problema alla caviglia destra lottando su una palla vagante. Ai biancoverdi non basta, come anticipato, la prestazione da 33 punti (11/19 dal campo, 4/5 dall’arco) e 5 assist di un Tatum spalleggiato da Fournier (21 punti, 5 ribalzi, 3 assist, 2 rubate, 8/10 dal campo, 5/7 dall’arco) e dal duo della second unit formato da Pritchard e Nesmith (29 punti e 10 rimbalzi in due, tirando 10/13 dal campo e 7/9 dall’arco).
Per Portland arriva invece una valida prestazione corale, con 6 uomini su 8 che finiscono in doppia-cifra. In vetrina troviamo sicuramente McCollum (33 punti, 5 rimbalzi, 5 assist, 12/20 dal campo, 4/8 dall’arco), Lillard (26 punti, 6 rimbalzi, 13 assist, 8/18 dal campo) e Powell (23 punti, 8/15 dal campo, 4/6 dall’arco), e a questo trio si accodano Nurkic (14 punti, 11 rimbalzi, 2 rubate) ed Anthony (13 punti, 5/9 dal campo, 3/5 dall’arco).

I Blazers infilano la quarta vittoria di fila e rafforzano la propria posizione all’interno della zona playoff nella Western Conference, mentre Boston si va a collocare al settimo posto ad Est, posizione decisamente scomoda in vista del primo turno nella postseason (sempre che riesca a superare l’ostacolo del play-in tournament).


I Lakers cadono ancora

A Los Angeles, sponda gialloviola, probabilmente sta risuonando qualche allarme. Nella notte infatti è arrivata una clamorosa sconfitta contro i Toronto Raptors (privi di tre giocatori come VanVleet, Anunoby e Trent Jr), attualmente 11° ad Est, con i Lakers che hanno portato a casa appena una delle ultime sette gare giocate (unico avversario degno di nota i Jazz). Losangeini che nonostante il rientro di Anthony Davis e LeBron James faticano a trovare il giusto ritmo e a prendere il controllo della partita, subendo anzi non di rado l’azione degli avversari e dimostrando un atteggiamento poco aggressivo.

Riguardo alla partita persa contro i canadesi, la truppa di coach Vogel parte bene chiudendo la prima frazione sul +6, ma finisce con il perdersi nel secondo periodo, senza accennare poi una vera reazione nella seconda metà di gara: Toronto sferra infatti un parziale di 40-21 che vale il +13 alla pausa lunga, riuscendo poi a gestire senza troppi patemi il proprio vantaggio negli ultimi due periodi. Solo nel finale i Lakers si rifanno sotto, con la tripla di Kuzma che vale il -6 ad un minuto dall’ultima sirena, ma ormai è troppo tardi. Va segnalato che LeBron James ha lasciato il match a 7 minuti dalla conclusione a causa di un dolore alla caviglia destra, quella legata all’infortunio che gli ha fatto saltare 20 partite di fila.

Per i Raptors risultano decisive le prestazioni di Pascal Siakam (39 punti, 13 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate, 15/26 dal campo, 4/8 dall’arco) e di un redivivo Kyle Lowry (37 punti, 11 assist, 12/20 dal campo, 8/13 dall’arco). Ai californiani non bastano invece le prove di LeBron James (19 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 6/11 al tiro), Kyle Kuzma (24 punti, 8/16 dal campo, 6/11 dall’arco) e Andre Drummond (19 punti, 11 rimbalzi, 8/14 al tiro), venendo penalizzati soprattutto da un Anthony Davis carente a livello di produzione offensiva (12 punti, 5/15 al tiro; ma anche 8 rimbalzi, 7 assist e 3 rubate).
Inutile dire che negli ultimi 8 match di regular season i gialloviola, ora 7° nella Western Conference, dovranno cambiare marcia se vorranno arrivare in forma ai playoff, considerando soprattutto che l’Ovest sembra più agguerrito che mai.


Note a margine

Ottima vittoria degli Heat sugli Hornets, con Miami che si tiene ampiamente in gioco per la lotta al quarto posto ad Est insieme a Hawks e Knicks (Boston invece al momento sembra essere fuori dai giochi visto il trend).
Cadono invece malamente i Mavericks, che in casa cedono il passo a dei Kings privi di De’Aaron Fox ed Harrison Barnes (e con Haliburton che ha dovuto abbandonare anzitempo il match a causa di un infortunio alla gamba). Dallas passa così dal quinto al sesto post ad Ovest (venendo graziata dalla sconfitta dei Lakers, che vanno ad occupare al loro posto il settimo seed), con Doncic e soci che sono ancora in gioco per scalare qualche posizione ma il margine d’errore comincia a rimpicciolirsi.

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