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LeBron James sul play-in: “Chi ha inventato questa merda andrebbe licenziato”

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Fino ad ora gli unici ad essersi espressi negativamente in maniera esplicita sul play-in tournament erano stati Mark Cuban e Luka Doncic, ma da stanotte il duo dei Dallas Mavericks conta su un appoggio di rilievo. LeBon James infatti, in seguito alla sconfitta rimediata questa notte contro i Toronto Raptors e alla caduta dei suoi Lakers in settima posizione ad Ovest, quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse dell’applicazione del play-in alla fine di questa stagione ha risposto in maniera chiara e sintetica.

“Chiunque abbia inventato questa merda dovrebbe essere licenziato”

Un James che esce allo scoperto proprio nel momento in cui i gialloviola sembrano essere in grande difficoltà (una sola vittoria nelle ultime sette partite, record di 1-4 dal rientro di Davis e di 0-2 da quello del #23) e si ritrovano coinvolti nel tanto discusso sistema. Il settimo posto è infatti il primo ad essere inglobato dal play-in e dovrà affrontare la franchigia posizionatasi nell’ottavo seed: la vincente si accaparra il settimo seed, mentre la perdente si scontra con la vincente del match tra nona e decima per guadagnarsi l’ottavo ed ultimo slot per i playoff.
Una competizione nella competizione che ha generato diversi malumori. Se infatti da un lato il play-in consente di ravvivare un po’ di più la corsa ai playoff, visto che materialmente anche le squadre arrivate al nono e al decimo posto conservano una possibilità, dall’altro è come se si annullassero gli sforzi di quelle squadre che meritatamente si sono guadagnate l’accesso alla postseason durante la stagione regolare. Senza contare che i giocatori si ritrovano ad investire energie extra, aumentando il rischio di infortuni e arrivando più stanchi agli impegni dei playoff.

Quella del play-in era una soluzione che poteva andare bene in una stagione monca come quella 2019-2020, in cui il basso numero di partite non consentiva di avere una “giusta meritocrazia”. Ma in una regular season da 62 partite, per di più molto concentrate e influenzate da alcuni problemi legati al covid e ai protocolli sanitari, ha davvero senso applicare quel sistema? Per la stagione in corso sembra impossibile un cambio di rotta, ma il “problema” è che il play-in dovrebbe diventare un innesto fisso. Vedremo se il fronte dell’opposizione, che al momento – almeno di facciata – sembra contare pochi elementi, riuscirà a far valere le proprie ragioni.

Per chiudere, un piccolo recap sulla situazione dei Lakers. I gialloviola attualmente sono sì settimi nella Western Conference, ma con il medesimo record di Portland Trail Blazers e Dallas Mavericks, ovvero le squadre che occupano rispettivamente quinto e sesto seed. Dato che i losangelini devono disputare 8 partite, la situazione è ancora molto aperta a variazioni, e la differenza tra le tre franchigie prese in considerazione la fa sicuramente il calendario: James e soci dovranno ad esempio affrontare, tra le altre, Nuggets, Clippers, Blazers e Suns, fronteggiando peraltro tre back-to-back. Percorso non meno agevole per i Blazers (Hawks, Spurs, Jazz, Suns, Nuggets, Lakers), mentre i Mavericks sono quelli decisamente messi meglio (Heat, Nets, Grizzlies).

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