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Il Ballo dei Debuttanti – Episodio finale

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La regular season è terminata ormai da una settimana e l’attenzione è tutta rivolta ai playoff. Noi, però, ci prendiamo una pausa e andiamo a verificare il rendimento delle matricole.


Dove ci eravamo incontrati?

Ormai i giovani talenti americani iniziano a conoscersi fin da quando sono degli imberbi adolescenti e scorrazzano per gli Statu Uniti nei vari tornei liceali. Tuttavia, per LaMelo Ball e R.J. Hampton il discorso è leggermente diverso. Entrambi infatti lo scorso anno avevano scelto di trasferirsi nel “Nuovissimo Mondo” per accettare le lusinghe della NBL, preferendo la lega professionistica australiana al College Basket per affinare le loro qualità in vista della NBA. Una scelta azzeccata se pensiamo all’immediato impatto di Ball con gli Hornets e le prestazioni di Hampton in maglia Magic. Il 7 maggio scorso, dopo sette mesi dal loro ultimo incontro in Illawarra Hawks- New Zealand Breakers, i due si sono trovati l’uno contro l’altro su un parquet NBA. La vittoria ha arriso a LaMelo, trascinatore di Charlotte con 27 punti, 6 rimbalzi e 6 assist, mentre lo sconfitto Hampton si è dovuto accontentare di 16 punti, 5 rimbalzi e 3 assist. La partita ha rappresentato l’ideale conclusione del loro percorso verso la NBA, ma anche l’inizio di una lunga rivalità.

R.J e LaMelo nella loro avventura agli antipodi

Magic Sensation

Continuiamo a parlare di R.J. Hampton, perché l’ex stella dei licei del Texas merita un approfondimento. Dopo l’avventura nella NBL appena ricordata, al Draft del 2020 R.J. è stato scelto alla 24 da Denver, ma non ha mai avuto la possibilità di esprimersi con continuità: i Nuggets erano infatti troppo forti ed ambiziosi per concedere minuti a un diciannovenne di sicuro talento, ma molto inesperto. Appena approdato in Florida, però, Hampton ha cambiato decisamente passo (11 punti di media in 25 minuti di utilizzo contro i 2 punti in 9 minuti racimolati in Colorado), dimostrandosi una delle matricole più intriganti. Attaccante molto disinibito, rapidissimo in campo aperto e molto abile nell’attaccare dal palleggio, nel mese di maggio è stato nominato  Rookie of the Month per la Eastern Conference. Un riconoscimento che premia i 16 punti, 7 rimbalzi e quasi 6 assist di media, ma non solo. Il canadese si è meritato le lodi di coach Steve Clifford per l’atteggiamento difensivo (un aspetto mai esplorato nei suoi 18 anni precedenti…) e la voglia di imparare dimostrata in allenamento. I Magic sono contentissimi e pensano di aver fatto il colpaccio nel pretenderlo attraverso lo scambio che ha portato Aaron Gordon ai Nuggets.


A Boston hanno trovato un tiratore?

La sera del 18 novembre 2020 Danny Ainge era davvero soddisfatto del suo Draft. Aveva selezionato un playmaker che osservava da anni (Payton Pritchard) e, soprattutto, era riuscito ad accaparrarsi colui che, unanimemente, era stato definito come il miglior tiratore del Draft (52% da tre punti al college): Aaron Nesmith. L’incapacità di trovare il giusto ritmo in attacco e le lacune difensive dell’ex Vanderbilt sembravano smentire clamorosamente l’operato di Ainge, così come le tante bocciature riservategli da Brad Stevens (24 DNP-CD in stagione). Poi, sorprendentemente, Aaron ha iniziato guadagnare spazio, con le enormi difficoltà sono state spazzate via dall’intensità sui due lati del campo e dalla ritrovata precisione al tiro. Nel mese di maggio i minuti sono diventati 19 a incontro, i punti quasi 9 e le percentuali sono salite al 50% dal campo e al 43% dall’arco (valori che replicano sostanzialmente quanto fatto anche ad aprile).
Una metamorfosi che fa sperare gli esigenti, ma anche appassionati tifosi dei Celtics di aver trovato chi, nei prossimi anni, punirà i tanti raddoppi che le difese avversarie riserveranno a Jayson Tatum e Jaylen Brown.

Il tiro di Nesmith, ovvero la chiave della sua carriera nei Celtics

Top Five

  1. LaMelo Ball (Charlotte Hornets): è riuscito a rientrare dall’infortunio al polso ed è tornato subito a brillare;
  2. Anthony Edwards (Minnesota Timberwolves): i quasi venti di punti di media e le tante giocate spettacolari riusciranno a procurargli il premio di Matricola dell’Anno?
  3. Tyrese Haliburton (Sacramento Kings): infortunatosi sul finire della stagione, ma i Kings sono più che soddisfatti di quanto visto durante il primo anno.
  4. Saddiq Bey (Detroit Pistons): i Pistons si preparano già al prossimo Draft, ma in Bey hanno già il primo mattone della ricostruzione.
  5. Immanuel Quickley (New York Knicks): il giusto premio al tiratore che con le sue triple non è estraneo alla stagione sorprendente dei Knicks.
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