NBA Recap

Brooklyn archivia Boston, Phoenix pialla i Lakers, i Nuggets battono un super Lillard

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Tre gli appuntamenti notturni con i playoff NBA: i Nets chiudono sul 4-1 la serie con i Celtics, i Suns asfaltano i Lakers e si portano sul 3-2, così come dei Nuggets che devono sudare sette camicie per superare uno storico Lillard.


Brooklyn archivia Boston

C’erano pochissimi dubbi sul risultato di gara-5 e infatti Brooklyn non perde tempo: senza forzature e guidati da un grande James Harden (primo giocatore della franchigia dal 2007 a realizzare una tripla-doppia ai playoff), i Nets superano per la quarta volta i Celtics e passano il turno. Match che viene deciso nella prima metà dell’ultimo periodo, con Durant e soci che alzano il ritmo e infilano l’allungo decisivo. Applausi comunque per una Boston che fino all’ultimo ha provato a giocarsi le proprie carte.

Harden chiude con 34 punti, 10 rimbalzi e 10 assist, Durant firma 24 punti mentre Irving ne sigla 25: con un trio del genere la fase offensiva sta in piedi da sola. Harris si ferma a 10 punti (con 6 assist), così come un Brown incisivo a tutto tondo: oltre ai 10 punti, è autore di 5 rimbalzi, 3 assist e 4 recuperi. Il resto della squadra si palesa a tratti, contribuendo con piccoli mattoncini. Complessivamente Brooklyn tira con il 51.2% dal campo e il 46.9% dall’arco.
In casa Celtics l’ultimo a mollare è il solito Tatum, autore di una prova da 32 punti, 9 rimbalzi, 5 assist e 2 stoppate. Al prodotto di Duke si affiancano le positive prove di Fournier (18 punti, 6 rimbalzi) e Langford (17 punti, 2 rubate, 2 stoppate), mentre Smart contribuisce solo a tratti. In uscita dalla panchina svolge un buon lavoro Parker (13 punti). Boston che domina sotto le plance nella battaglia a rimbalzo (13 quelli offensivi), solo che non riesce a convertire i propri tentativi al tiro: più che un non così disastroso 43.5% dal campo, il problema risiede nel 11/40 dalla lunga distanza.

Per i biancoverdi termina così una stagione povera di soddisfazioni che, vista la situazione, non poteva avere altro finale. I Nets invece da sabato si scontreranno con i Bucks per un posto alle Conference Finals.




Phoenix pialla i Lakers

Senza Anthony Davis l’unica speranza per i Lakers di giocarsi la partita era quella di vedere un super LeBron supportato da qualche straordinaria prestazione del supporting cast. Invece non è successo nulla di tutto ciò. Gara-5 ha così davvero poco da raccontare, con i Suns che piallano letteralmente i gialloviola e si portano sul 3-2. Una partita senza storia fin dal primo periodo e chiusa dopo la prima metà di gara, con Phoenix che arriva alla pausa lunga sul +30 (32-10 il parziale della seconda frazione).

James firma 24 punti, 5 rimbalzi e 7 assist, Kuzma aggiunge 15 punti e Horton-Tucker una doppia-doppia da 11 punti e 11 rimbalzi. In casa Lakers non c’è altro di “positivo”, con la truppa di coach Vogel che tira con il 34.5% dal campo e perde 16 palloni.
I Suns dal canto loro interpretano la partita alla perfezione, cercando di isolare LeBron e di forzare i suoi compagni a prendersi più conclusioni possibili. In fase offensiva è un assoluto dominio (solo 4 palle perse), visto che gli avversari non trovano alcuna contromisura. Booker incide con 30 punti (7 rimbalzi e 5 assist), Payne e Johnson in uscita dalla panchina combinano per 26 punti, Bridges scolpisce una prestazione all-around con 13 punti,6 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate e 2 stoppate: questi i volti principali della franchigia dell’Arizona, ai quali ovviamente va affiancato il solito Paul.

Per i Lakers ora è “win or go home”, e le speranze sono tutte riposte nel ritorno di Davis. LeBron James nella sua carriera al primo turno non hai perso e non si è mai trovato sotto 3-2.




Super Lillard non basta: Denver scappa sul 3-2

Partita incredibile in quel di Denver, con i Nuggets che si impongo sui Blazers dopo due overtime nonostante le assenze di Barton e Dozier ed un Lillard stratosferico. Dopo gran inizio di match, la franchigia del Colorado si fa rimontare 15 lunghezze di vantaggio sul finire della seconda frazione, con il match che si avvia verso una seconda metà di gara combattutissima. Un grande equilibrio che sembra spezzarsi negli ultimi 30″, con Jokic e soci che sono sul +4 e vedono ormai il traguardo: le triple di McCollum e Lillard però tengono in vita i Portland e mandano il match all’overtime. Denver sale prima sul +9, poi conserva 8 lunghezze ad un minuto dalla quinta sirena e per la seconda volta sembra avere il match nelle proprie mani: uno scatenato Lillard però non vuole saperne di perdere e con tre triple di fila avvia la partita al secondo supplementare. Finale dove succede di tutto: con i Nuggets sul +3 a 45″ dalla conclusione Covington sbaglia una schiacciata, dall’altra parte Jokic fallisce per la seconda volta il match point, poi McCollum pesta la linea laterale con 10″ sul cronometro. I liberi sul fallo sistematico chiudono una volta per tutte la partita.

La truppa di coach Malone è guidata dal solito Jokic (38 punti, 11 rimbalzi, 9 assist, 4 stoppate) e da un grande Porter Jr. (26 punti, 12 rimbalzi, 2 rubate, 10/13 al tiro). Fondamentali però sono anche i contributi di Rivers (18 punti, 7 assist) e di Morris (28 punti), così come positiva è la prova di Gordon (14 punti, 10 rimbalzi). Nuggets bravi soprattutto nel gioco di squadra, trovando le giuste spaziature offensive per colpire gli spazi lasciati dagli avversari.
In casa Blazers invece l’unico di cui si può parlare è uno storico Damian Lillard, autore di 55 punti e 10 assist con 12 triple a bersaglio e un clamoroso 17/24 dal campo, il tutto perdendo un solo pallone in 51′ di gioco. Valida può essere considerata la prova di un Covington da 19 punti e 11 rimbalzi, così come tutto sommato è più che sufficiente la performance di Nurkic (13 punti, 11 rimbalzi); deludono invece Powell (13 punti, 5/14 al tiro) e soprattutto McCollum, con quest’ultimo che in 50′ si ferma a 18 punti con un disastroso 7/22 al tiro. La panchina è invece pressoché inesistente.

Denver fugge così sul 3-2, mentre Portland spreca una grandissima occasione.


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