NBA Recap

Hawks, 76ers e Jazz chiudono le rispettive serie, Dallas arriva al match point

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Quattro gli appuntamenti dei playoff NBA 2021 andati in scena nella notte, in particolare due per conference: nel tabellone ad Est i 76ers e gli Hawks si fronteggeranno nelle conference semifinals dopo aver chiuso le rispettive serie sul 4-1; ad Ovest invece i Jazz sono i primi a passare il turno, con i Mavericks che sbancano Los Angeles e si portano sul match point.


Un super Curry trascina i 76ers in semifinale di conference

Considerando quanto fatto dai 76ers in gara-4 dopo l’infortunio di Embiid, con l’assenza del lungo camerunense per il quinto atto ci potevano essere alcuni dubbi sul rendimento della truppa di coach Rivers. Tuttavia, alla fine Philadelphia chiude i conti con i Wizards e passa il turno senza sprecare ulteriori energie. Un successo che arriva al termine di un match molto combattuto, in particolare nei primi due peridi (dove Washington è stata spesso avanti), decisosi nella ripresa: con un super Seth Curry a guidare i compagni, e grazie ad un valido apporto difensivo, i 76ers hanno piano piano preso il largo, chiudendo prima il terzo periodo sul +7 e poi salendo agevolmente sulla doppia cifra di vantaggio nei 12′ conclusivi.

Grande l’impatto di Curry, che firma 30 punti (career-high ai playoff) con un ottimo 10/17 al tiro, così come ottime sono le prestazioni di Harris (28 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate) e Simmons (19 punti, 10 rimbalzi, 11 assist, 2 stoppate). Un grande supporto arriva anche dalle seconde linee, con la panchina che conta tre uomini in doppia cifra (Maxey, Howard e Korkmaz) e produce 40 punti. Nel complesso arriva una validissima prova di squadra per i Philadelphia, che dimostra così di poter vincere anche senza Embiid. Certo che comunque dall’altra parte non c’era un avversario così pericoloso.
Passando proprio ai capitolini, va detto che i Wizards, privi di Davis Bertans, si sono giocati a viso aperto una partita che non aveva assolutamente un risultato certo. Washington si rende protagonista a propria volta di una valida prova collettiva, peccato solo per i le troppe palle perse e per il declino (soprattutto difensivo) nel momento più importante del match. Su tutto il gruppo spiccano le prestazioni di Bela (32 punti, 7 rimbalzi, 5 assist), Westbrook (24 punti, 8 rimbalzi, 10 assist) e Hachimura (21 punti, 6 rimbalzi).




Atlanta passa il primo turno per la prima volta dal 2016

A fronteggiare i Philadelphia 76ers alle conference semifinals ci saranno gli Atlanta Hawks, che nella notte chiudono i conti con i New York Knicks e raggiungono un traguardo che mancava dal 2016. Il quinto atto della serie con i newyorkesi non regala sorprese, visto il trend che aveva preso la sfida e la differenza di produttività tra le due squadre. Dopo una prima metà di gara combattuta ed equilibrata, chiusasi con gli Hawks sul +5, nella ripresa Young e soci salgono agevolmente sulla doppia cifra di vantaggio e tengono costantemente a debita distanza i propri avversari. I beniamini del Madison Square Garden non hanno in canna i colpi giusti per affondare la rimonta e portarsi a casa la partita, così gli ultimi minuti sono solo pura formalità.

Serata non particolarmente entusiasmante al tiro per Young (10/28), il quale tuttavia realizza sempre un canestro quando serve e alla fine chiude con 36 punti e 9 assist. A supportarlo ci sono i 15 punti di Hunter, i 14 di Capela (conditi da 15 rimbalzi e 2 stoppate) e i 13 di Collins. Bogdanovic non incide a livello realizzativo (9 punti in 34′), ma infila 7 rimbalzi, 5 assist e 2 recuperi. La panchina viene utilizzata molto poco e se da un lato Huerter arriva alla sufficienza, dall’altro il nostro Gallinari incontra un’altra giornata storta (1 punto, 0/7 dal campo in 17′).
Passando alla franchigia della Grande Mela la situazione non è particolarmente entusiasmante. Oltre alle 16 palle perse, le percentuali collettive parlano infatti di un orrendo 37.8% dal campo, frutto di un misto tra forzature ed errori banali. Rose stecca, Randle piazza 23 punti (8/21 al tiro) e 13 rimbalzi ma anche 8 palle perse, Gibson si vede poco, Barrett e Bullock intervengono sporadicamente e dalla panchina l’unico supporto arriva da Burks e Quickley (23 punti in due).




I Jazz viaggiano spediti

Il quinto e conclusivo atto della serie tra Utah e Memphis vede i Jazz imporsi senza storia. Una partita chiusa già nel primo periodo, con Mitchell e compagni che scappano subito sul +20 per poi dilagare ulteriormente con il passare dei minuti. Solo nel finale, a partita già abbondantemente decisa, dei Grizzlies apparsi piuttosto stanchi riescono a rosicchiare un po’ dello svantaggio e a rendere meno amara la sconfitta.

Tra le fila della franchigia di Salt Lake City brillano il solito Mitchell, autore di 30 punti e 10 assist (terso giocatore della storia dei Jazz a chiudere un match dei playoff con 30+ punti e 10+ assist) in 29′ d’azione, un Gobert da 23 punti e 15 rimbalzi, un Clarkson da 24 cucuzze in uscita dalla panchina, e il binomio Bogdanovic-O’Neal autore di 34 punti. Unico pensiero per Utah è la condizione di Conley, uscito nella prima metà di gara per un problema al tendine del ginocchio destro (fortunatamente prima della seconda fase c’è qualche giorno di stacco).
In casa Memphis invece i contributi più incisivi arrivano dai soliti tre: Morant (27 punti, 7 rimbalzi, 11 assist), Brooks (27 punti, 5 rimbalzi, 3 assist) e Valanciunas (18 punti, 6 rimbalzi, 2 rubate). Tra tutti gli altri elementi del roster si salva solo Jackson Jr, firmatario di 15 punti, 7 rimbalzi e 3 stoppate. Come affermato in apertura, i Grizzlies soffrono una condizione fisica non ottimale, oltre ovviamente ad una differenza a livello di roster piuttosto accentuata.




Dallas sbanca Los Angeles e arriva al match point

Visto il trend della serie, con i Clippers che avevano vinto le ultime due partite, e il ritorno in quel di Los Angeles, probabilmente il risultato finale che ci si aspettava non era proprio la vittoria dei Mavericks. E invece Dallas, affidandosi al proprio condottiero, è tornata a muovere il proprio punteggio nella serie, conquistando il quinto atto e portandosi al match point sul 3-2. Una partita combattutissima, in cui i texani provano a dare uno scossone sul finire della terza frazione: negli ultimi tre minuti del periodo infatti Doncic e soci infilano un parziale di 13-0 che vale il +14 all’alba degli ultimi 12′ di gioco. Doppia cifra di vantaggio mantenuta fino a circa 7′ dalla conclusione, con i californiani che non lasciano scappare gli avversari e rientrano piano piano in partita. Ultimi giri d’orologio incredibili: la tripla di Porzingis rilancia i Mavericks sul +10 con 120″ da giocare, poi Dallas si spegne e i Clippers con le triple di Jackson e Morris e il gioco da tre punti di Leonard si portano sul -1 palla in mano a 20″ dalla sirena, Zubac sbaglia l’appoggio al ferro e coach Lue è obbligato al fallo sistematico. Hardaway Jr. dalla lunetta scrive +3 con poco meno di 10″ sul cronometro, con Leonard che successivamente sbaglia (e non di poco) la tripla del possibile pareggio.

Prova a dir poco devastante del solito Doncic da 42 punti, 8 rimbalzi e 14 assist (secondo giocatore di sempre a chiudere un match dei playoff con 40+ punti e 14+ assist, dopo LeBron James), con lo sloveno che ha segnato o assistito ben 31 dei 37 tiri segnati dai Mavericks. Un Hardaway Jr. autore di 20 punti e 7 rimbalzi si presta come valida spalla (nonostante il 6/19 al tiro), così come superano la sufficienza le prove di Porzingis (un po’ timido, con solo 6 conclusioni tentate in 29′), Marjanovic e Powell. Finney-Smith non brilla offensivamente, ma raccatta la belle di 5 palle rubate, mentre sul resto della squadra c’è poco o niente da dire.
Per quanto riguarda i californiani, in mezzo ad un quintetto titolare che va tutto in doppia cifra spiccano le performance di George (23 punti, 10 rimbalzi, 6 assist, 3 stoppate) e Jackson (20 punti, 3 assist). Leonard colleziona 20 punti in 41′ e tirando 7/19 dal campo, mentre il duo formato da Morris e Batum sigla 26 punti con un non entusiasmante 8/20 dal campo. La panchina non rende molto (appena 11 punti tra Zubac, Mann e rondo), faticando soprattutto a livello difensivo.

Dopo le discrete prestazioni di gara-3 e gara-4, che avevano visto i californiani fare dei passi in avanti, in gara-5 i Clippers collezionano un ko che li mette spalle al muro. Da un lato c’è un solo uomo al comando, dall’altra parte due star che al momento non stanno incidendo come dovrebbero.


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