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Atlanta parte col botto e chiude col brivido, Leonard supera Doncic e il primo turno

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Due le partite dei playoff 2021 andate in scena nella serata italiana di ieri: ad Est gli Hawks superano Philadelphia grazie ad una grandissima prima metà di gara, rischiando poi di buttare tutto nel finale, mentre ad Ovest l’atto finale della serie tra Clippers e Mavericks viene riscosso da Leonard e soci.


Atlanta parte col botto e chiude col brivido

Fino ad un’ora dalla palla a due erano in discussione la presenza di Embiid e, di conseguenza, il pronostico, poi il finalista per l’MVP ha giocato e le previsioni si sono rivelate sbagliate. Atlanta sorprende infatti alla grande dei 76ers troppo disattenti in fase difensiva, andandosi a prendere il primo atto e ribaltando il fattore campo.

Dopo un inizio molto combattuto, gli Hawks superata la metà della prima frazione dal 20-18 imbastiscono un parziale di 22-9 e volano subito oltre la doppia cifra di vantaggio trascinati da un Young in stato di grazia (25 punti e 7 assist alla pausa lunga). Philadelphia cade in un pauroso blackout e, subendo un altro parziale di 11-0 in avvio di secondo periodo, finisce addirittura sul -26 dopo 16′ di gioco: la truppa di coach Rivers non sembra praticamente scesa in campo, faticando dannatamente a livello offensivo e lasciando troppa libertà in difesa. I 76ers provano a recuperare qualcosa prima dell’intervallo di metà partita, ma si ritrovano ad inseguire a 20 lunghezze di distanza. Nella ripresa sembra che gli ospiti riescano a gestire la situazione senza problemi, mantenendosi ampiamente oltre la doppia cifra di vantaggio, tuttavia all’inizio dell’ultima frazione arrivano i primi scricchiolii. Atlanta sembra infatti accontentarsi un po’ troppo e abbassa decisamente i giri su ambo le metà campo, con Embiid e soci che ne approfittano e tornano fino al -13 a 6′ dalla conclusione. In un giro d’orologio gli ospiti si scuotono e riportano il divario sulle 17 lunghezze, ma si tratta di un fuoco di paglia: gli ultimi 4′ sono infatti un disastro dietro l’altro per Young e compagni, tra tiri comodi sbagliati, palle perse e difesa assolutamente molle. I 76ers non si fanno pregare due volte e riaprono completamente il match rientrando sul -3 a 60″ dalla sirena finale (incredibile la serie di palle perse degli Hawks). A 40″ Bogdanovic silenzia il Wells Fargo Center con la tripla del +6, poi è l’alley-oop di Young per Collins a chiudere definitivamente i conti (nonostante un altro brivido a 10″ dalla conclusione).

Young gioca tre ottimi periodi e poi rischia di rovinare tutto con palle perse piuttosto imbarazzanti: il trascinatore degli Hawsk rimane comunque lui, firmando 35 punti e 10 assist (primo giocatore degli Hawks con una prova da 35+ punti e 10+ assist ai playoff dal 1965). Alla causa contribuiscono poi Bogdanovic e Collins con 21 punti a testa, e una panchina piuttosto redditizia (34 punti).
Per i 76ers invece i punti arrivano dai soliti noti: Embiid (39 punti, 9 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate), Curry (21 punti, 4 rimbalzi, 3 assist), Harris (20 punti, 10 rimbalzi) e Simmons (17 punti, 10 rimbalzi, 4 rubate). Male invece sia Green (2/7 al tiro, con errori molto pesanti nei momenti chiave) e in generale quasi tutta la panchina, risultata il vero macigno nella prima metà di gara.




Clamoroso Doncic, ma passano i Clippers

Nonostante tutto alla fine è passata la franchigia più forte e completa: dopo esser stati sotto 2-0 e 3-2, i Clippers ribaltano la serie e con la vittoria in gara-7 si portano a casa il passaggio del turno. Certo che se l’obiettivo è vincere il titolo, o quantomeno arrivare alle Finals, i losangelini devono salire di giri.

Dopo una prima frazione molto combattuta ed equilibrata, una prima frattura del match avviene nei secondi 12′ di gioco: i padroni di casa si affidano al tiro dall’arco per spingersi tra i due e i tre possessi di vantaggio, con gli ospiti che invece provano a rimanere in scia grazie ai vari rimbalzi offensivi (17 punti maturati da 10 rimbalzi offensivi nella prima metà di gara). All’intervallo lungo i Clippers conducono sul +8. Ad inizio ripresa Dallas parte a mille e non solo recupera tutto il divario, ma trova anche il +5 verso la metà della terza frazione. Si tratta tuttavia di un fuoco di paglia: dall’81-76 per i texani infatti, Leonard e soci imbastiscono un clamoroso parziale di 24-4 che li porta a condurre il match sul +15 alla terza sirena di gioco. Nell’ultimo periodo la truppa di coach Lue controlla abilmente il divario accumulato, facendo soprattutto affidamento ancora sul tiro dalla lunga distanza. Doncic a 2′ dalla conclusione trova la tripla del -7, ultimo disperato tentativo di riaprire un match chiuso, ma le successive triple di Jackson e Morris fanno scorrere i titoli di coda.

Ai Mavericks, apparsi alquanto stanchi, non basta un commovente Doncic da 46 punti, 7 rimbalzi e 14 assist (secondo giocatore di sempre con una prova da 45+ punti e 10+ assist in una gara-7). Finney-Smith contribuisce con 18 punti e 10 rimbalzi, Marjanovic aggiunge 14 punti e 10 rimbalzi e un Porzingis ancora troppo poco incisivo firma la quarta doppia-doppia di squadra con 16 punti e 11 assist. Delude Hardaway Jr, che non va oltre un negativo 5/14 dal campo (1/9 dall’arco), mentre l’operato della panchina è pressoché incommentabile dato il poco utilizzo della second unit.
Per i losangelini il condottiero non poteva che essere Kawhi Leonard, autore di un prova da 28 punti (10/15 al tiro), 10 rimbalzi, 9 assist, 4 rubate e soprattutto nessuna palla persa (secondo giocatore dal 1983 a chiudere una gara-7 con 25+ punti, 10+ rimbalzi, 5+ assist e 0 palle perse). Grandissimo contributo da parte di Morris (23 punti, 7/9 dall’arco; secondo giocatore di sempre, dopo Stephen Curry, a infilare sette triple in una gara-7), con Jackson e Batum che fatturano invece 26 punti in due aiutando la squadra nei momenti critici. Dalla panchina ottime le performance della coppia Mann-Kennard, che aggiunge alla causa 24 punti. Prestazione in chiaroscuro infine per George, che chiude sì con 22 punti, 6 rimbalzi, 10 assist e 3 rubate, ma tirando con un pessimo 5/15 dal campo.

Nel complesso tra le due squadre emergono grandi differenze nel tiro dall’arco (27.8% per i Mavs, 46.5% per i Clippers) e nei tiri liberi (11/17 per i texani, 24/24 per i losangelini).


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