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Un super Antetokounmpo non basta ai Bucks: Phoenix vola sul 2-0

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Il secondo atto delle NBA Finals è più combattuto ma meno spettacolare di gara-1. Ancora una volta infatti, sebbene l’andamento della partita non lo evidenzi più di tanto, Milwaukee non ha dato l’idea di poter battagliare in maniera efficace contro Phoenix: sembra quasi che i Bucks, in un misto di difficoltà tecnico-tattiche, siano senza fiato e non riescano ad imporre il proprio gioco. E il problema emerge alla luce del sole se pensiamo che stanotte un Antetokounmpo da 42 punti non è bastato ad evitare un’altra sconfitta (per di più in doppia cifra). I Suns hanno sicuramente i loro meriti, essendo una squadra molto organizzata e con le idee chiare, ma il 2-0 nella serie in favore della franchigia dell’Arizona non è solo frutto delle performance di Paul, Booker e soci.


La partita in breve

Milwaukee prova a partire forte e a sorprendere i Suns cercando l’allungo sul 21-12, ma i padroni di casa riescono a rientrare senza troppe difficoltà grazie ad un tiro dall’arco piuttosto efficace. Nella seconda frazione sono i Suns a tenere quasi sempre la testa avanti: gli uomini di coach Williams provano a loro volta a mettere qualche possesso di distanza tra sé e gli avversari e, dopo alcuni botta e risposta, riescono a salire sulle otto lunghezze di vantaggio, arrivando infine all’intervallo lungo sul +11. Il match sembra seguire le orme del primo atto, ma questa volta i Bucks non cedono terreno al rientro in campo. Il +15 di avvio di terzo periodo è infatti solo un fuoco di paglia: complici l’assenza di uno show da parte di Chris Paul e il grandissimo impatto di Giannis Antetokounmpo (20 punti nella frazione), la truppa di coach Budenholzer riesce a rientrare fino al -5, con il match che procede ad elastico fino alla terza sirena. I Suns iniziano gli ultimi 12′ di gioco con dieci lunghezze di vantaggio e la situazione risulta essere la medesima del periodo precedente, con il divario tra le due squadre che oscilla tra le cinque e le undici unità. A 7′ dalla fine Milwaukee insegue sul -5, ma la momentanea uscita di Antetokounmpo dal campo consente a Phoenix di rifiatare tornando sulla doppia cifra. Negli ultimi tre giri d’orologio gli ospiti provano a tenersi in partita, ma da un lato concedono troppe seconde occasioni agli avversari e dall’altro non riescono a trovare gli spunti per riaprire concretamente la lotta per la vittoria.


Booker è ispirato, Bridges sorprende

Con un Paul decisamente meno incisivo di gara-1 (23 punti, 4 rimbalzi, 8 assist, 6 perse, 10/20 al tiro), e abbastanza sottotono nella seconda metà di gioco, a guidare offensivamente i Suns ci hanno pensato un Booker da 31 punti (12/25 al tiro, conditi da 5 rimbalzi e 6 assist) e un sorprendente Bridges da 27 punti (8/15 al tiro). Ayton fa un po’ di difficoltà, ma gioca una partita fatta di grande concretezza e con il secondo +/- di squadra (+7): 10 punti, 11 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, 2 stoppate e 0 perse per il lungo prodotto di Arizona. Deciso cambio di faccia rispetto al primo atto da parte di Crowder, che infila una doppia-doppia da 11 punti e 10 rimbalzi (oltre alla solita fisicità in difesa), mentre la panchina viene chiamata in causa, Johnson escluso (8 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in 18′) solo per pochi minuti: Payne gioca solo 9′ (comunque positivi), mentre Craig è sul parquet ne passa solo 7, essendo comunque costretto ad uscire per infortunio (si attendono gli esami al ginocchio destro per capirne l’entità). Ricordiamo che Phoenix ha già perso Dario Saric.

Complessivamente i Suns giocano un’altra partita di livello, sfruttando a dovere tutte le occasioni che si sono presentate e presentando un buon livello difensivo. Rispetto a gara-1 incide molto di più il tiro dall’arco, con la franchigia dell’Arizona che chiude con un ottimo 20/40 dalla lunga distanza, mentre viene meno la grande mole di tiri dalla linea della carità (appena 14 tentativi, di cui 12 realizzati; ben 12 in meno rispetto al primo atto).


Antetokounmpo solo sull’isola

Se si guarda il tabellino dei Bucks salta subito all’occhio una cosa: Antetokounmpo da solo ha fatto lo stesso quantitativo di punti di tutto il resto del quintetto titolare. Il greco due volte MVP prova a caricarsi la squadra sulle spalle mettendo a referto una prestazione devastante (42 punti, 12 rimbalzi, 4 assist, 3 stoppate, 15/22 al tiro), ma da solo non va lontano. Deludono infatti ancora una volta le altre due pedine di rilievo, ovvero Middleton e Holiday, che insieme combinano per un disastroso 12/37 dal campo: performance offensiva che di fatto cancella quanto di positivo può esser stato fatto nella propria metà campo. Anche Lopez non brilla (8 punti, 9 rimbalzi, 2 rubate, 2 stoppate, 4/10 al tiro), mentre Tucker gioca una partita più che sufficiente su ambo i lati del campo. Per quanto riguarda la second unit infine l’unico ad essere effettivamente utilizzato è stato Connaughton, che in 33′ ha fatturato 14 punti e 7 rimbalzi tirando 5/10 dal campo (Forbes e Portis vedono il campo solo per 5′, mentre Teague passa 12 giri d’orologio sul parquet senza avere un impatto).

Milwaukee tira malissimo dall’arco (29.0%) e continua a faticare troppo a livello difensivo, concedendo diversi tiri aperti e penetrazioni troppo facili, e subendo ancora la fisicità degli avversari (sebbene in maniera meno evidente rispetto a gara-1). E’ palese che una svolta nella serie può arrivare solo se Middleton e Holiday cominciano ad incidere offensivamente, oltre ovviamente alla presenza di un livello difensivo più solido.


Note a margine

  • I 20 punti segnati da Giannis Antetokounmpo nel terzo periodo rappresentano il massimo realizzato da un giocatore in un singolo periodo di una partita delle Finals negli ultimi 25 anni (l’ultimo a riuscirci fu Michael Jordan nel 1993). Il greco è inoltre appena il quarto giocatore negli ultimi 50 anni a realizzare 20+ punti in un singolo parziale di un match delle Finals (prima di lui Michael Jordan, Isiah Thomas e Joe Dumars).
  • Grazie ai 42 punti e 12 rimbalzi fatturati questa notte, Giannis Antetokounmpo è diventato il primo giocatore nella storia dei Milwaukee Bucks a chiudere una partita delle Finals con 40+ punti e 10+ rimbalzi.
  • Chris Paul e Devin Booker nelle prime due partite hanno totalizzato 113 punti totali, stabilendo così un nuovo record di punti segnati da un backcourt titolare nei primi due atti delle NBA Finals negli ultimi 50 anni (il primato apparteneva precedentemente a Stephen Curry e Klay Thompson, che nel 2018 totalizzarono 106 punti).
  • I Phoenix Suns questa notte sono diventati la terza squadra nella storia della NBA a chiudere una partita delle Finals con almeno 20 triple segnate (le altre due sono i Cavaliers del 2017 e i Warriors del 2019).
  • I Phoenix Suns in questi playoff, fino ad ora, non hanno mai perso una partita in cui hanno ottenuto una doppia cifra di vantaggio (13 vittorie e 0 sconfitte).

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