NBA Recap

Chris Paul è fenomenale, i Suns sono perfetti: Phoenix vince gara-1

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Intensità altissima, grande fisicità e super giocate: non si poteva di certo chiedere di meglio per il primo atto delle NBA Finals 2021. A passare in vantaggio sono i Phoenix Suns di un super Chris Paul, con la franchigia dell’Arizona che agguanta il successo grazie ad una super seconda metà di gara in cui prima tocca il +20, e poi resiste al disperato tentativo di rimonta dei Bucks. Per Milwaukee al momento l’unica notizia positiva è l’aver riabbracciato dal primo minuto Giannis Antetokounmpo, con il greco che si è reso protagonista di una prestazione nel complesso positiva.


La partita in breve

Le due squadre iniziano a mille e gli attacchi non faticano a macinare gioco. Alla lunga la fisicità in difesa dei Suns paga, e dopo un primo parziale molto equilibrato e caratterizzato da diversi botta e risposta, i padroni di casa nel secondo quarto tentano più volte l’allungo, arrivando all’intervallo lungo sul +8. Nella ripresa si scatena Chris Paul, che nel solo terzo periodo firma 16 punti e permette ai compagni di arrivare fino al +20, con Milwaukee che sembra priva di idee: i Bucks arrivano all’alba degli ultimi 12′ di gioco sul -17 (92-75) tenuti in vita da tre triple di Middleton. Nell’ultimo parziale Antetokounmpo e soci provano subito a riaprire il match rientrando sotto la doppia cifra di svantaggio (-7 a metà frazione), ma i Suns non cedono e conservano sempre almeno tre possessi di vantaggio, tornando a rifiatare riallungano il margine oltre le 10 lunghezze.


CP3 trascina dei Suns ai limiti della perfezione

Paul è senza dubbio il man of the match: 32 punti, 4 rimbalzi, 9 assist, 12/19 dal campo, 4/7 dall’arco, 4/4 ai liberi. Lo show messo in piedi nel terzo periodo è stato a dir poco fenomenale, nonché decisivo ai fini del successo (Phoenix ha infatti allungato intorno alle 20 lunghezze di vantaggio, gap risultato poi incolmabile). Al fianco di CP3 troviamo i soliti Booker ed Ayton: 27 punti, 6 rimbalzi e 3 rubate per il primo, 22 punti (8/10 al tiro) e 19 rimbalzi per il secondo. Bridges aggiunge 14 validissimi punti alla causa, mentre in uscita dalla panchina non può mancare il contributo di Payne e Johnson (10 punti a testa). Crowder non azzecca mezzo tiro, ma svolge un grandissimo lavoro a livello difensivo (+19 di +/-, il valore più alto della squadra).

Phoenix non tira granché bene dal campo (46.6% totale, 32.4% dall’arco), ma in compenso è praticamente perfetta dalla lunetta (25/26) e disputa una grandissima prova a livello difensivo: gli uomini di coach Williams sono infatti abili da un lato ad attaccare il ferro e guadagnarsi svariati tiri liberi (grazie ad un gioco molto dinamico), dall’altro a proteggere il proprio pitturato e ad effettuare intelligenti raddoppi difensivi (9 rubate). Unico vero e proprio neo è la perdita di Dario Saric, uscito dalla partita nella prima metà di gioco per un problema al ginocchio destro (non è chiara la tipologia dell’infortunio e si attendono gli esami di rito per comprendere la situazione).


Antetokounmpo recupera in tempo, ma i Bucks non incidono

Per i Bucks la serata era iniziata alla grande con la notizia del rientro di Giannis Antetokounmpo, solo che con il passare dei minuti è diventata un incubo. Milwaukee ha faticato per quasi tutta la partita su ambo le metà campo, esprimendo un gioco spesso troppo stagnante in attacco e non trovando alcuna soluzione in difesa per contenere gli avversari. Gli uomini di coach Budenholzer hanno inoltre sofferto la grande fisicità messa in campo dai Suns. i Cervi tirano con il 44.4% dall’arco, percentuale vanificata dall’incapacità di incidere sotto le plance e soprattutto dagli errori ai liberi (9/16; probabilmente penalizzati da qualche fischio mancato, ma anche poco determinati nella ricerca del fallo e nell’attaccare il ferro).

Il tabellino di Antetokounmpo recita 20 punti (6/11 al tiro, 7/12 ai liberi), 17 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate e una super stoppata, mentre Middleton, incisivo solo a tratti, aggiunge 29 punti, 7 rimbalzi e 4 assist. Prestazione positiva per Brook Lopez, autore di 17 punti (7/14 al tiro, 3/5 dall’arco) e 6 rimbalzi, mentre decisamente sottotono è la prova di un Holiday da 10 punti (4/14 dal campo), 7 rimbalzi e 9 assist. Dalla panchina risulta sufficiente solo in fase offensiva il contributo di Forbes, Portis e Connaughton (19 punti, 7/16 al tiro, 5/10 dall’arco).


Note a margine

  • Chris Paul è il terzo giocatore con 36+ anni nella storia della NBA a registrare almeno 30 punti in una partita delle Finals (prima di lui solo Kareem Abdul-Jabbar e Tim Duncan).
  • Deandre Ayton è il quarto giocatore dal 1955 ad oggi a far registrare una prova da 20+ punti e 15+ rimbalzi con almeno l’80% al tiro in una partita delle Finals (prima di lui solo Bill Russell, Kareem Abdul-Jabbar e Wilt Chamberlain).

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