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Denver chiude i conti con Portland, i Suns staccano la spina ai Lakers

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Questi Blazers non incidono: Denver fa sua gara-6 e la serie

Dopo aver sprecato la clamorosa prestazione di Lillard in una pazza gara-5, Portland non riesce a conquistare il sesto atto della serie e chiude la sua esperienza ai playoff. I Blazers ci provano, eccome se lo fanno: tentano l’allungo sul finire della prima metà di gara (+7 alla pausa lunga) e nella terza frazione trovano anche il +14, tuttavia peccano di discontinuità e in assenza della mazzata finale i Nuggets, sfruttando le lacune difensive dei propri avversari, rientrano nel match e conquistano la vittoria grazie ad una gestione perfetta nei gli ultimi due minuti di gioco.

Lillard spinge i compagni nelle prime due frazioni (19 punti all’intervallo), ma si spegne progressivamente nella ripresa: chiude con 28 punti, 13 assist e 2 rubate, dando tutto quello che poteva dare. McCollum firma 21 punti, Powell ne aggiunge 17 e il duo composto Covington e Nurkic, valido su ambo le metà campo, fa registrare 24 punti, 17 rimbalzi, 3 rubate e 3 stoppate. In uscita dalla panchina danno il proprio contributo Anthony (14 punti, 5 rimbalzi, 4 assist) e Simons (9 punti). Blazers che più di così non potevano fare, soffrendo, come evidenziatosi in gara-6, la mancanza di solidità a livello difensivo e di continuità in attacco, dove Lillard si è ritrovato troppe volte a dover sostenere da solo la baracca.
Nuggets che invece dal canto loro, nonostante le assenze, si confermano un gruppo solido ed organizzato, in grado di affrontare le difficoltà e rimettersi sui binari giusti. Jokic è autore di 36 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, Porter Jr. firma 26 punti (incidendo solo nella prima metà di gara) e il duo formato da Gordon e Rivers piazza a referto 20 punti nei momenti chiave. Tutto sommato valido anche il contributo di Campazzo, mentre dalla panchina emergono un grande Morris (22 punti, 4 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate) e un solido Green (10 punti, 9 rimbalzi).




Phoenix pone fine alle sofferenze dei Lakers

Davis dura, zoppicando, cinque minuti, mentre i Lakers un paio di giri d’orologio in più. Poi è dominio Suns. Trascinata da un Booker in stato di grazia, Phoenix chiude il primo periodo sul +22 (36-14), tocca anche il +29 e alla pausa lunga si ritrova con un vantaggio pari a 21 lunghezze. Ad inizio ripresa i gialloviola provano un disperato tentativo di rimonta: trascinati da James, gli uomini di coach Vogel tornano fino al -12 e chiudono la terza frazione con 13 lunghezze di svantaggio, alimentando una piccola speranza per il quarto finale. I losangelini toccano il -10 in avvio degli ultimi 12′ di gioco, ma non riescono a trovare lo spunto per rosicchiare altri punti. Paul e soci tengono sotto controllo la situazione e si mantengono sempre ad almeno tre possessi di distanza dai propri avversari, con la tripla di Crowder per il +16 che a 200″ dalla conclusione fa scorrere definitivamente i titoli di coda.

Uno strepitoso Booker chiude con 47 punti (career-high ai playoff) e 11 rimbalzi con un devastante 8/10 dall’arco (15/22 al tiro complessivo), Crowder firma 18 punti e 8 rimbalzi, Bridges aggiunge 10 punti e un Paul poco preciso (4/12 al tiro) contribuisce alla causa con 8 puti e 12 assist. Ayton lo si vede poco, ma quando chiamato in causa risponde presente, mentre dalla panchina l’unico solido contributo è quello di Johnson. Nel complesso i Suns, che chiudono con il 51.4% dal campo, sfruttano alla grande l’assenza di Davis e controllano bene il proprio vantaggio senza prendersi particolari rischi.
Sulla sponda gialloviola l’ultimo a mollare non poteva che essere LeBron James, autore di 29 punti, 9 rimbalzi, 7 assist, 2 rubate e 2 stoppate. Al nativo di Akron, che da solo non può andare lontano, provano a dare sostegno Schröder e Caldwell-Pope (rispettivamente 20 e 19 punti), così come dalla panchina validi sono i contributi di Matthews e Horton-Tucker (12 punti a capoccia), ma tutto ciò non basta ad evitare l’inevitabile. E’ evidente che quando manca una delle due star e qualcuno del supporting cast non è in giornata di grazia, questi Lakers – peraltro sfiancati dai problemi fisici – non vanno da nessuna parte.

Per la cronaca, si ratta della primissima eliminazione al primo turno dei playoff per LeBron James, che vanta ora un record di 14 vittorie e 1 sconfitta.


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