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L’alley-oop di Ayton ad un secondo dalla fine decide la partita dei replay: Phoenix vola sul 2-0

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A 48 ore di distanza dalla combattutissima gara-1, alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix va in scena un altro spettacolo non adatto ai deboli di cuore. Il secondo atto della serie tra Suns e Clippers regala un’altra grande battaglia, con le squadre che si sono battute punto a punto per tutti e quattro i periodi di gioco, fino all’ultimo secondo di un finale al cardiopalma. E’ infatti l’alley-oop di Deandre Ayton con 0.9 secondi rimasti sul cronometro a regalare la vittoria alla franchigia dell’Arizona, che sale così sul 2-0 dopo quella che verrà ricordata come la partita dei replay (l’ultimo minuto e mezzo di gioco ha costretto gli arbitri ad andare al tavolo ben cinque volte per riesaminare delle giocate, facendo durare il tutto ben 33 minuti complessivi).


Ayton e Payne coprono Booker

Dopo la devastante (e storica) prestazione di gara-1, Devin Booker non riesce a ripetersi nel secondo atto: in 40′ il prodotto di Kentucky fattura “solo” 20 punti tirando con un pessimo 5/16 dal campo e perdendo anche ben 7 palloni. E’ anche vero che nel finale ha messo un canestro pesantissimo a 27″ dalla conclusione, ma ciò non toglie che complessivamente la sua prestazione sia stata sottotono. Per sua fortuna però, lo straordinario cammino in questa postseason di Deandre Ayton e Cameron Payne non è ancora finito: Il primo piazza a referto una doppia-doppia da 24 punti e 14 rimbalzi sbagliando appena tre conclusioni dal campo (12/15 al tiro) e infilando il clamoroso canestro della vittoria (rimessa a dir poco perfetta disegnata da Monty Williams, che probabilmente potrebbe dare ripetizioni ad un collega che allena i Bucks…); il secondo invece realizza il proprio career-high di 29 punti con il 50% al tiro (12/24) condito da 9 assist, 2 rubate, 2 stoppate e soprattutto 0 palle perse. Insomma, Chris Paul sembra aver trovato un discepolo in Arizona.
Ottime anche le prove, in uscita dalla panchina, di un solido Cameron Johnson e di un Dario Saric al riscatto dopo la brutta performance di gara-1 (per entrambi 11 punti e 3 rimbalzi), così come positiva è la partita di E’Twaun Moore (2 punti, 5 rimbalzi, 3 assist in 11′). Non incidono invece, almeno offensivamente,Crowder, Bridges e Craig.

I Suns hanno trovato una giornata storta dalla lunga distanza (6/26), ma sono stati bravi a non forzare troppo la mano e a ricercare quindi soluzioni più comode, provando anche a compensare i propri errori nella metà campo difensiva.
Nella notte tra l’altro Phoenix spezza una maledizione: termina ad 11 infatti la striscia di partite perse consecutivamente dalla squadra di Chris Paul (che tuttavia non era presente per i protocolli sanitari) quando arbitrata da Scott Foster.


Paul George fa e disfa

Canestro del sorpasso sia a 30″ (101-100) che a 22″ (103-102) dalla sirena finale, ma proprio sul più bello, ovvero con i Clippers sul +1 con soli 8″ da giocare, Paul George fa un giro a vuoto dalla lunetta che di fatto costa la partita alla franchigia losangelina. Il prodotto di Fresno State in 41′ produce 26 punti, 6 rimbalzi e 6 assist, ma fatica nel tiro dalla lunga distanza (1/8 stanotte) e soprattutto dalla lunetta, dove lascia per strada ben 5 liberi (appena la seconda volta in carriera con un tale quantitativo di errori dalla linea della carità in una singola partita; piuttosto inusuale per uno che in carriera tira con l’84.7%).

A nulla servono quindi le prestazioni di Reggie Jackson (19 punti, 5 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 7/15 al tiro), Ivica Zubac (14 punti, 11 rimbalzi – di cui 4 offensivi – e una grande stoppata a 38″ dalla conclusione) e Patrick Beverly (indemoniato difensivamente, conquistando due possessi importanti nell’ultimo minuto e mezzo, e autore di una tripla fondamentale a metà dell’ultima frazione con i Suns che erano sul +6). Buono anche il supporto di un Kennard dalla mano calda nell’ultima frazione, mentre sicuramente sufficienti – ma non esaltanti – sono le prove di Mann, Rondo e Batum.
Morris incappa in un’altra serata no al tiro e risulta un pesante minus offensivamente (altro 3/11 al tiro dopo quello di gara-1), Cousins invece, nonostante il grande impatto avuto nel primo atto, fa solo una breve comparsa sul parquet.

Al di là dei due liberi sbagliati da George, la truppa di coach Lue si prende troppi tiri dalla lunga distanza senza dimostrare grandi alternative (stanotte 13/34, ovvero quasi la metà dei tentativi totali dal campo) e si affida troppo spesso ad iniziative personali (18 assist).


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